La propria realtà, quella individuale è l’unica che esista.

Gli altri non la possono né vedere, né sentire né immaginare, a meno che non ci sia una forte empatia senza interesse alcuno. Quello che provochiamo con le nostre azioni è in realtà una continua reazione alle proprie azioni mosse però da un senso di colpa irrisolto. L’unica origine del proprio senso di colpa è l’averci creduto. E se il dubbio interrompesse il processo di reazione, come cambierebbero le nostre azioni?

Stefano Melazzi

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