“Tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi.”

Pablo Picasso

Maria Rita sorride con dolcezza mentre trasferisce la sua grande passione alla nipotina. Seduta accanto a lei, vicino al focolare animato dalla legna scoppiettante, intreccia con le sue manine i fili sul piccolo cuscino appoggiato alle ginocchia.

La nonna nel frattempo, con gli occhi che brillano, ci mostra i suoi capolavori: un vestitino per il battesimo della piccola, un cuscino porta fedi realizzato per il matrimonio della figlia, una tovaglia così bella da togliere il fiato e molti altri “frutti” di ore e ore di lavoro al tombolo. Nel piccolo borgo medievale dove vivono, si utilizza ancora oggi questa tecnica, portata in quei luoghi da una suora negli anni ’50, anche se originariamente fu introdotta sul territorio italiano da alcune suore spagnole addirittura intorno al 1400.

Il tombolo è una vera e propria forma d’ arte, che richiede molta pazienza e abilità. Viene utilizzato un cuscino speciale di crine, fissato ad un cerchio di legno, di diametro variabile. E’ il tombolo vero e proprio, cilindrico oppure a calotta. Con dei fuselli di legno si intrecciano i fili, solitamente di lino o cotone. Gli spilli, che ultimato il ricamo verranno tolti, servono a fermare di volta in volta il lavoro sul cuscino. Un fotogramma che cattura l’attimo, per poi continuare a creare il disegno scelto. Un modo per fermare il tempo nel “qui e ora”. Ogni spillo infatti identifica uno dei tanti traguardi che permetteranno di completare l’opera. Il risultato è un capolavoro di pizzi e merletti, una vera e propria magia.

La nonna ci svela un segreto: se il ricamo è artigianale, sul retro si scorgono dei piccoli nodi, creati proprio dagli spilli. Permettono di distinguere immediatamente il manufatto dal prodotto stampato.

Il tombolo, che veniva utilizzato anche nell’arte sacra, come ornamento di paramenti liturgici e arredi ecclesiastici, porta con sè un significato molto profondo: la ricerca della bellezza e dell’armonia, come la filosofia giapponese dell’Ikigai ci ricorda. Custodisce la straordinaria capacità di trasformare fili in opere d’arte.

Laura Ermacora

Ringrazio infinitamente Maria Rita che, ancora oggi, a Mercatello sul Metauro, splendido borgo marchigiano, continua a tramandare questa tradizione ricca di storia, ricordi e fantasia. Insieme ad altre colleghe appassionate di tombolo, ha dato vita all’ Associazione “Il merletto dei ricordi” per tramandare quest’arte. Un immenso grazie inoltre alla figlia Maria, titolare del b&b Chilometro36, per l’ospitalità calorosa, autentica, che profuma di casa.

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