La propria realtà, quella individuale è l’unica che esista.

Gli altri non la possono né vedere, né sentire né immaginare, a meno che non ci sia una forte empatia senza interesse alcuno. Quello che provochiamo con le nostre azioni è in realtà una continua reazione alle proprie azioni mosse però da un senso di colpa irrisolto. L’unica origine del proprio senso di colpa è l’averci creduto. E se il dubbio interrompesse il processo di reazione, come cambierebbero le nostre azioni?

Stefano Melazzi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Autore

brezza.rosanna@yahoo.it

Articoli correlati

Il segreto custodito dalle epoche incerte

In ogni epoca l’umanità incontra il proprio Mephistophele.Non si presenta mai con i tratti del mito: non ha bisogno di corna, né di...

Leggi tutto

Una semplice domanda.

“L’amor che move il sole e l’altre stelle” (Dante Alighieri) Cos’è l’amore per te? Questa domanda, semplice, all’apparenza scontata, proprio qualche settimana fa,...

Leggi tutto

Liberi?… Sì, ma da chi?

“La libertà dell’uomo è definitiva e immediata se così egli vuole; essa non dipende da vittorie esterne ma interne”(Paramhansa Yogananda) La battaglia più...

Leggi tutto

Il piacere

“Io direi che la felicità consiste in un bene, raggiunto il quale, non se ne desiderano altri”. (Severino Boezio) Il piacere (Ananda) dello...

Leggi tutto

Coscienza e lavoro

Mi considerano pazzo perchè non voglio vendere i miei giorni in cambio di oro. E io li giudico pazzi perchè pensano che i...

Leggi tutto

“Io non sono io” di Dante Torrisi

Io non sono io, sono colui che cammina accanto a me, senza che io lo veda; che a volte sono lì per vedere...

Leggi tutto