le storie del Mullah

Il Mullah Nassr Eddin (noto anche come Nasreddin Khodja) è una figura leggendaria e favolistica che attraversa la cultura di numerosi paesi, dall’Asia Centrale al bacino del Mediterraneo, la cui esistenza storica viene solitamente collocata in Turchia intorno al XIII secolo. Personaggio archetipico e transnazionale, incarna il “folle santo” della tradizione sufi: un maestro carismatico che, attraverso l’umorismo, il paradosso e comportamenti all’apparenza sciocchi o illogici, mira a smascherare la stoltezza altrui e a scuotere la meccanicità del pensiero umano.

La sua figura presenta le seguenti caratteristiche distintive:

  • Il valore per Gurdjieff: Georges Gurdjieff lo definì l’“unico e solo” e il più saggio di tutti i saggi terrestri, elevandolo a “Maestro Universale”. Egli lodava in Nasreddin la “conoscenza dell’essere” (being-knowledge), contrapposta al sapere puramente intellettuale o enciclopedico tipico della cultura europea.
  • Significato del nome e titoli: Il nome Nasreddin è un titolo onorifico arabo che significa “vittoria della religione”, mentre appellativi come Mullah, Khodja o Efendi indicano il suo ruolo di maestro, insegnante o giurisperito rispettato dalla comunità.
  • La funzione dello specchio: Nasreddin funge da specchio per l’umanità; le sue arguzie servono a illustrare meccanismi mentali antichi e sempre presenti, invitando i ricercatori della verità ad adottare una visione del mondo non convenzionale per liberarsi dalle abitudini cristallizzate.
  • Livelli di lettura: Le sue storie non sono semplici barzellette, ma dispositivi metafisici fruibili a diversi livelli di significato: lo scherzo superficiale, la morale pratica e un elemento spirituale profondo capace di guidare l’intuizione verso la realizzazione mistica.
  • Equivalenti culturali: A seconda della regione geografica, Nasreddin assume nomi e sfumature diverse, riflettendosi in figure come l’arabo Joha, il siciliano Giufà, il tedesco Till Eulenspiegel o l’italiano Bertoldo.

In sintesi, il Mullah Nasreddin rappresenta l’antieroe per eccellenza che, agendo in modo razionale e irrazionale allo stesso tempo, obbliga l’interlocutore a confrontarsi con la propria ignoranza e a cercare una comprensione più profonda della realtà.

Iniziamo così questa raccolta di storie, nella nuova categoria “l’ombra del saggio” su brezzaumanistica.it

Buone riflessioni

Claudio Zoppi

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