
Quanti ricordi suscitano in noi i profumi? I profumi spalancano le porte del grattacielo delle emozioni!
Sono passata vicino ad una panetteria. Quelle di una volta. I sacchi vuoti della farina usata la mattina presto per panificare il pane sono stati posti accanto alla vetrina. Oggi ritirano la carta.
Il profumo di pane appena sfornato mi ha avvolto. Non sono riuscita ad andare oltre. La mano si è automaticamente appoggiata sulla maniglia della porta d’ingresso e, magicamente, ho fatto capolino nel passato.
Mi sono ritrovata non ancora adolescente nella panetteria di Lierna, dove era impossibile saltare anche un sol giorno per andare a prendere il pane. E non solo quello. Il profumo della focaccia delle cipolle appena fatta era come una droga. Un pezzetto finiva sempre per trovare posto nel sacchetto. Spesso mia nonna faceva finta di sgridarmi alzando un poco la voce ma addolcendola, nel contempo, con il sorriso. Sapeva benissimo che se andavo da sola tornavo indietro accompagnata dalla focaccia con le cipolle!
E’ arrivato il mio turno, e la focaccia ha trovato ancora posto nel sacchetto. Arrivata a casa, con calma, mi sono accomodata e, con grande emozione, ho sfilato la “mia” focaccia dal sacchetto.
Ho chiuso gli occhi. Lo scrocchiare della crosta tra i denti mi ha riportato alle belle passeggiate tra i viottoli di Lierna con la mia nonna dove il ciottolato si faceva sentire ad ogni passo. Il profumo del lago accompagnato da quello del muschio e gli aghi di pino mi avvolgevano ogni mattina appena fuori di casa.
Ho assaporato i ricordi. In quel preciso momento il passato si è fuso con il presente. Il tempo si è azzerato e lo spazio è diventato invisibile.
E quando realizzi che la parte migliore di te è stata aiutata a crescere dalla focaccia con le cipolle le parole lasciano il posto a lacrime di felicità.
Rosanna Beccalli
