
Mi chiamo Nonsochisono, è uno strano nome che mi sono dato da solo perché non ho conosciuto né la mia mamma nè il mio papà e non ho nessuno che mi chiami. Vivo in una casetta piccola, piccola dove non posso far entrare nessuno perché non ha porte e, comunque, non ci sarebbe spazio per altri.
Vi chiederete come sono fatto…ebbene: sono tondo, perfettamente tondo, sono beige, almeno così mi pare, perché dove vivo c’é buio ed anche se sono abituato, i colori non li vedo tanto bene. Ho un vestitino aderente, marrone, talmente aderente che non mi permette quasi nessun movimento e quindi resto qui, fermo; a volte mi annoio, ma per la maggior parte del tempo penso, penso a cosa potrei essere, a cosa potrebbe esserci là fuori (anche se nemmeno so se esista un “fuori”), e altri pensieri di questo genere.
Ogni tanto canticchio perché sento delle melodie, ogni tanto sussulto perché sento qualche rumore più forte e non capisco cosa sia, ma qui dentro tutto arriva ovattato.
Ci sono giorni in cui cerco di immaginare me stesso, ma per quanto ne so potrei essere qualunque cosa…sono curioso, vorrei sapere, conoscere avventurandomi “oltre, ma ho tanta paura e così rimango qui…Uffa
Un giorno è successo qualcosa di diverso, il mio piccolo mondo ha cominciato e tremare e muoversi, come non aveva mai fatto prima. Mi sono sentito sballottare di qua e di là per un po’ di tempo, poi più nulla. Quando tutto è tornato fermo ho sentito, nel silenzio, delle vocine che parlavano tutte insieme, spaventate. Dicevano: ” Oh mamma mia, cos’é successo?” e poi “Dove sono, dove sono?” ed ancora “Chi mi ha preso, dove mi stanno portando?” ed altre frasi concitate simili a queste; il fatto strano è che, ascoltandole, mi sembravano tutte uguali e, stranissimo, era come se anch’io avessi parlato, pur non avendo aperto bocca.
Sono rimasto attento, in ascolto finché è tornato il silenzio ed improvvisamente, abbiamo ricominciato a muoverci. Parlo al plurale perché a questo punto, con le vocine che avevo sentito, ero ormai sicuro di non essere solo e visto che le voci erano tutte uguali, ho ipotizzato che ci fossero altri Nonsochisono lì in giro..
Di nuovo si è sentito un forte rumore e mi pareva di essere sballonzolato a destra ed a sinistra ed ogni tanto saltavo; tutto questo è durato parecchio tempo, ma improvvisamente com’era cominciato, il movimento è finito ed è tornato il silenzio, così, visto che ero stanco per tutti quegli scossoni, ho approfittato per fare un sonnellino.
Non ho idea di quanto tempo sia passato, ma sono stato svegliato da una voce, più forte e diversa dalle altre e ho sentito che ha detto: “Ci pensi tu alle casse? Sono da scaricare dal camion e da caricare sull’aereo!”… ero perplesso, chissà cosa voleva dire e di cosa parlava…
Pensavo, ma le mie supposizioni sono state interrotte poco dopo… eccomi di nuovo sbatacchiato ed a questo punto, nonostante la paura, una sbirciatina l’avrei data volentieri, ma da dove? Non avevo nessuna porta nè finestra, nè buchino per poterlo fare e quindi sono rimasto ancora lì, buono e tranquillo, in attesa..
Voci, altre voci… poi silenzio.
Un attimo dopo ho cominciato a vedere un pochino di luce e ohhhhhhh…. tanta luce!!!!
Due mani gentili avevano aperto il mio “contenitore” e finalmente potevo vedere… quante cose…
Così esiste davvero un “fuori” e com’è bello, quanti colori, che meraviglia… e che faccia simpatica questo ragazzo, ma ehiiiiii, che fai??? Mi stai rinchiudendo di nuovo al buio? Ehiiii mi senti? Noooooooooo!
Così mi sono ritrovato di nuovo al buio, però senza (come chiamarlo?) il mio “contenitore”. Era un buio diverso ed io mi sentivo strano, parecchio strano, non riuscivo a capire cosa mi stesse succedendo, mi sentivo come diverso, come se stesse per accadere qualcosa, finchè un giorno… Crack! Si è creata una crepa, su di me, una piccola crepa; mi stavo aprendo in due, senza dolore. Era come se stessi cambiando, mi stavano crescendo delle strane cose che andavano verso il basso.
Il mio cambiamento era lento, ma continuo ed era passato tempo, quando, un giorno, le mani gentili di Ragazzoconlafacciasimpatica mi hanno ripreso ed ho sentito che diceva: “Mamma, controlliamo come sta il seme!”
Il seme????? Allora io sono questo, un seme, ho pensato.
Quando hanno visto le cose che mi stavano crescendo, mi hanno messo in un bel vasetto trasparente pieno di acqua… Bellissimo!!! Finalmente potevo vedere tutto intorno a me, ascoltare ed imparare.
Stavo bene con le cose là sotto che dondolavano nell’acqua fresca, ma un giorno ho cominciato a sentirmi di nuovo strano e, ad un certo punto… Crack… di nuovo. La piccola crepa che si era formata sopra di me, si aprì totalmente e, piano, piano, qualcosa ha cominciato a spuntare anche dalla mia “testa”
Ragazzoconlafacciasimpatica quando si è accorto di quello che stava accadendo, ha sorriso dicendo: “Mamma, è nata la Piantina, vieni a vedere che bella!”
Allora non sono solo un coso tondo, inutile ed insignificante, mi stavo trasformando, era come una magia, mi sono commosso.
Più passava il tempo e più Piantina cresceva sopra la mia testa e crescevano anche quelle cose sotto che, avevo scoperto, si chiamavano Radici e da lì bevevo e mi dissetavo e più bevevo più Piantina cresceva rigogliosa e verde e tutti, vedendola, facevano i complimenti ed erano orgogliosi di me.
Tempo dopo mi misero di nuovo al buio, nella terra, ma ora era diverso, non avevo più paura perchè avevo capito che il cambiamento spesso serve per dare vita a cose migliori e la cosa più bella che avevo compreso era che dentro di me avevo già tutto, dall’inizio; tutto quello che serviva al mio scopo dovevo cercarlo solo dentro di me perché era già tutto lì.
Non potevo più vedere Piantina, ma la sentivo crescere vigorosa, forte, alta metri e metri, finché, altra magia, sui suoi rami stavano crescendo bellissimi “contenitori” come quello che conteneva me, all’inizio, e che ora sapevo si chiamavano Avocado ed in ognuno di loro c’era un Nonsochisono, anzi, un seme, tondo e perfetto e pensando al miracolo che ognuno di loro, di noi, contiene, felice, sorrisi.
Paola Sandri
